Comune di Ferrara

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Aida delle marionette

24 e 30 marzo 2015 Nel 2002 la compagnia milanese Carlo Colla e Figli ha messo in scena l'opera in quattro atti di Giuseppe Verdi per il teatro Metastasio Stabile della Toscana di Prato. Duecentocinquanta marionette, dodici marionettisti, un allestimento scenografico risalente al secolo scorso per una versione di Aida, in formato solo apparentemente ridotto, in cui gli elefanti possono davvero solcare le tavole del palcoscenico. Interviste a Eugenio Monti Colla, Carlo III Colla, collaboratori e musicologi intramezzano le riprese della recita.
Realizzato con la produzione del Metastasio Stabile della Toscana e della Scuola di Cinema Anna Magnani di Prato, Aida delle marionette azzecca la giusta armonia tra svelamento dei retroscena e riproposizione dello spettacolo in sé. Come se una parte fosse propedeutica all'altra, infatti, le sequenze di azione viva in cui le marionette si muovono, danzano, cantano, con un'adesione alla realtà prodigiosa, risultano ancora più godibili alla luce delle informazioni e degli approfondimenti forniti dai vari interventi.
Un piccolo film sul meraviglioso e sulla gioia della finzione che sa diventare quasi un seminario, un saggio di approfondimento su un'arte di grande tradizione e di successo troppo sommerso. Nonostante l'impegno, l'accuratezza e il pregio degli armamentari in scena (su tutti, l'abito di Aida è di Lila De Nobili), la versione del melodramma verdiano firmata dalla Compagnia Carlo Colla e Figli riesce comunque a parlare ai bambini, solo superficialmente pubblico deputato, che esultano all'entrata degli animali, applaudono alle danze, seguono l'azione con partecipazione e entusiasmo fuori dal comune. Non c'è dubbio che Fulvio Wetzl, cineasta appartato e di pregio, abbia reso un ampio servizio al lavoro della famiglia milanese, facendo risaltare la precisione e la magia di uno spettacolo in cui - impresa non facile - anche le parti cantate aderiscono perfettamente al tutto. Lo fa con con macchine da presa multiple, versatili sia dentro sia fuori dal boccascena, da cui derivano riprese incredibilmente significative in cui viene catturata l'essenza stessa di un operato e di una dedizione fuori dal comune. Pregevole anche a livello di montaggio, il documentario si chiude con un'ottima idea. A chi vuole dare un'occhiata più approfondita all'attività e ai metodi della compagnia si consiglia la visione di Atelier Colla. (Marco Chiani)
Pagina aggiornata il 12-03-2015