Comune di Ferrara

Istituto Comprensivo Corrado Govoni

Istituto

Via Fortezza, 20 - 44121 Ferrara
0532 770444
FEIC81100X@istruzione.it

Scuola

Scuola Secondaria di I grado T. Tasso

Una modesta proposta per aggiungere “Capitini Aldo, nonviolento” nel programma di storia di terza media

 

 

La settimana prossima Daniele Lugli sarà ospite della scuola media Torquato Tasso.
Per preparare l’incontro, abbiamo riordinato in questi giorni lo scaffale nonviolenza/pacifismo della nostra biblioteca.

Il primo testo che ci è capitato tra le mani è un libriccino che ci sembra piú che accessibile agli studenti: Persone che marciano per la pace. Perugia-Assisi 24 settembre 1961 (Edizioni dell’asino, 2016). È la storia della prima marcia della pace, (organizzata da Capitini e altri): forse è l’episodio che tutti quanti associano a Capitini.

Nel libro Capitini racconta come è nata l’idea della marcia, le difficoltà incontrate (coi partiti, con la tv, con la chiesa, con la questura), la pesante cornice internazionale (il colonialismo francese, i rischi di un conflitto nucleare ecc.), il successo della manifestazione. Ma soprattutto ribadisce con forza i principi della nonviolenza:

 

 

La marcia fu un successo (“forse una svolta”, dice Capitini con grande entusiasmo): è stata una manifestazione “dal basso”, per “isolare i nuclei militaristici e reazionari” (tutti i virgolettati sono suoi). La collaborazione tra pacifisti e “moltitudini popolari” permette di avviare un moto che “non è politico o di classe”: è invece la premessa “per ogni lotta e ogni educazione che voglia svolgersi in Italia” contro “il patriottismo scolastico e il borghesismo edonistico” (e quest’ultimo sarebbe capace solo di spingere a godere il “benessere promesso dal neocapitalismo”, in una forma di distrazione di massa dai veri problemi).

La lettura di Capitini è, come si vede, molto ricca: eppure la stampa conservatrice liquidò l’evento parlando di una sfilata di “due o trecento sfaccendati”, un corteo “finito nel ridicolo” e via di questo passo.

La stampa piú critica aveva inoltre messo in luce la presenza massiccia dei “rossi”, e il pericolo insito in una manifestazione monopolizzata dal Partito Comunista: ma gli stessi frati di Assisi, quando videro quella gente visitare il convento o addirittura seguir messa, “si tranquilizzarono”.

 

Capitini racconta inoltre di “un cantatore barbuto” che insieme con altri durante la marcia intonava le canzoni del Cantacronache e poi aggiunge, in una riga velocissima, che quel cantatore si era messo a cantare “strofette suggerite lí per lí” da un altro.

Il ‘cantatore’ è Fausto Amodei, il suggeritore è Franco Fortini.

Capitini non cita altri nomi importanti, tra i partecipanti alla marcia (c’è solo un accenno a Bobbio e a Jemolo, se non sbagliamo). Dice di piú su chi ha collaborato e aiutato prima della marcia (Nenni - che aderisce fin dal novembre 1960, Parri, Binni, Enriques Agnoletti).

 

Il libriccino ci pare molto utile sotto diversi punti di vista: in primis come storia del pacifismo italiano, ma in realtà vale ben al di là di un interesse cosí particolare e di ‘nicchia’. Offre - della storia italiana tra anni cinquanta e anni sessanta - uno spaccato che tocca aspetti per nulla marginali. La censura della Tv contro il pacifismo, i rapporti tesi tra Capitini e il mondo cattolico, la presa di posizione ‘politica’ della questura (che vieta ai Comuni di partecipare alla marcia con i gonfaloni): sono tutti elementi di grande interesse che costruiscono un quadro dell’Italia dei decenni scorsi forse più nitido di quanto riesca a fare talvolta la manualistica di scuola media.

In ogni caso - qualsiasi sia la nostra posizione sul pacifismo in sé e per sé – sono dettagli che arricchiscono l’idea che possiamo avere di quegli anni.


Pagina aggiornata il 26-11-2018