Comune di Ferrara

Istituto Comprensivo Alda Costa

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Seminario "I CARE" sul tema della disabilità "Metodologie e risorse per la scuola inclusiva"




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Agli utenti e visitatori di questo sito, sensibili al tema della disabilità o esperti per esperienza professionale o di vita, chiediamo di contribuire ai lavori del Seminario inviando un intervento: una richiesta agli esperti, il racconto di un'esperienza, il suggerimento di un tema da trattare.

Tutti gli interventi saranno pubblicati a cura della Redazione, nel rispetto della privacy, e portati a conoscenza dei relatori e dei promotori del seminario.
Grazie a tutti.


Contributi

pet-therapy
inserito da
ruolo/professione: insegnante
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questa mattina la Dott.ssa Roda durante il corso ha affermato che la pet therapy servirebbe "solo" per rilassarsi! suggerisco: www.pettherapyitalia.it
grazie

(inserito il 13/9/2010)




La classe come comunità educante
inserito da Giovanna Monini
ruolo/professione: insegnante di scuola primaria
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Né l’insegnante di sostegno, né i docenti su “posto comune” costituiscono di per sé la chiave dell’inclusione scolastica. I fattori decisivi per l’integrazione risiedono nella fisionomia del gruppo classe, nelle modalità relazionali e di apprendimento che la piccola comunità acquisisce grazie agli interventi di tutti gli educatori che vi operano.

E’ evidente che le condizioni di lavoro non sono affatto ininfluenti: notevole importanza hanno il numero complessivo degli alunni, la presenza più o meno marcata di altri soggetti con necessità particolari (ammesso e non concesso che qualcuno possa non averne, intendo alunni con DSA, bambini stranieri che non parlano la lingua italiana, casi di disagio sociale …), la disponibilità di risorse umane e materiali, gli spazi di cui si dispone, la continuità del personale, l’articolazione più o meno efficace dell’orario e del tempo scuola, la possibilità di usufruire di ore di compresenza, ecc.

Tuttavia la mia lunga esperienza come insegnante di scuola primaria (ho sempre sperimentato volentieri le innovazioni, sia organizzative che metodologiche o dei contenuti: ho fatto l’insegnante unica, il sostegno, il tempo pieno, il tempo pieno “modularizzato”, i progetti, i moduli orizzontali, i moduli verticali, quelli tre su due e quelli quattro su tre, quelli con mensa e quelli senza, e di recente anche l’insegnante prevalente) mi ha portato a riscontrare che mentre è spesso possibile far fronte in qualche misura alle mille difficoltà organizzative che quotidianamente ci si trova a dover affrontare , ciò che risulta un problema quasi insormontabile è la frammentazione dell’azione educativa dei singoli insegnanti.

I bambini normalmente accettano volentieri una pluralità di presenze adulte che arricchiscono e vivacizzano l’esperienza scolastica, ma hanno soprattutto bisogno di una figura di riferimento che assicuri stabilità e coerenza.
Lavorare su due o tre classi significa avere a che fare con cinquanta, settanta bambini … Ma quale individualizzazione dell’insegnamento è possibile in tali condizioni? Quale attenzione può essere riservata ai diversi stili di apprendimento, alle modalità soggettive di relazione, alle problematiche psicologiche di ciascuno, quale attenzione in sostanza può essere accordata alla singola “persona”, la centralità della quale è sancita quale cardine fondamentale di ogni attività formativa proprio dalle Indicazioni Nazionali ?

La figura dell’insegnante prevalente introdotta con le riforme Moratti - Gelmini (spesso purtroppo non attivata per ragioni sia organizzative che pregiudiziali) ha l’obiettivo di mitigare quella che non a torto è stata definita una sorta di "secondarizzazione" della scuola primaria.
Viviamo tempi caratterizzati dalla carenza di figure di riferimento, ci preoccupiamo per la minore centralità dell’istituzione famigliare, ci allarmiamo per la precoce insorgenza di fenomeni di bullismo e di devianza giovanile e ci attrezziamo con un carosello di persone che ruotano "davanti" agli alunni più piccoli, ciascuna con il proprio stile educativo! Gli orari si complicano, i tempi si irrigidiscono, gli insegnanti si susseguono e mancano figure di riferimento, a scapito della continuità e della coerenza educativa. I bambini più attrezzati, quelli cioè più maturi o più dotati o più seguiti, ce la fanno comunque. I bambini più fragili risultano penalizzati.

Il perno della riforma “dei moduli” doveva essere il “team” degli insegnanti che coordinandosi avrebbe dovuto garantire uniformità all’azione educativa, ma purtroppo abbiamo spesso assistito ad una specie di catena di montaggio nella quale gli insegnanti finivano con ricoprire un ruolo principalmente tecnico-didattico a scapito della funzione educativa. (Non è un caso che oggi non pochi insegnanti giovani abbiano paura di insegnare italiano o di essere prevalenti.)

Dare vita alla comunità della classe ed educarla a stili comportamentali inclusivi e solidali non può prescindere dal coinvolgimento globale e dalla responsabilità personale di uno dei docenti che funga da coordinatore degli interventi educativi e possa mediare tra le diverse istanze scolastiche e famigliari.

Non so a quanti interessi scoprire se l’insegnante prevalente sia stato concepito in quanto funzionale all’applicazione dell’impianto teorico dei “controriformatori morattiani”, o se sottintenda “una vecchia concezione utopisticamente attivistica dell’interdisciplinarietà” ; non credo che alle famiglie interessino le nostre polemiche tipicamente sindacali sulla unicità della funzione docente, dal momento che le differenze di ruolo sono intrinsecamente evidenti (basti pensare alle diverse caratteristiche del ruolo di un docente di inglese o di religione che incontra anche 150/200 alunni a settimana rispetto a quelle di un docente di posto comune).

Ecco perché spezzo una lancia non a favore dell’insegnante di sostegno, e nemmeno a favore dell’insegnante di classe, ma a favore di tutti i bambini. Cerchiamo di fare in modo che le nostre esigenze di categoria o le carenze strutturali non ci impediscano di mettere al centro del nostro interesse e del nostro lavoro la gestione educativa della classe con tutti gli oneri che questo comporta.


(inserito il 12/9/2010)




re: il sostegno
inserito da silvia
ruolo/professione: docente sostegno
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Vorrei provare a rispondere alla mamma che denunciava giustamente il continuo cambiamento dei docenti di sostegno del suo bambino, con le difficoltà di adattamento per entrambi (insegnante e bambino). Io sono docente di sostegno da più di 20 anni e quando ho potuto sono rimasta nella stessa sede e con lo stesso bambino fino alla fine del corso di studi. Certo, compatibilmente con le normali vicissitudini della vita: un paio di gravidanze, un trasferimento in altra città della mia famiglia...

Io credo che molto dovrebbe essere fatto a livello politico: i docenti di sostegno sono spesso gli ultimi arrivati e l'anno successivo perdono il posto; se ci fossero più docenti di sostegno di ruolo e maggiori risorse umane in generale nella scuola, le cose andrebbero meglio.

Forse però ha ragione anche chi dice che non dovrebbe essere consentito ai docenti di sostegno cambiare ruolo dopo i 5 anni (cioè diventare docenti di classe), però la causa vera del problema, quella più importante, è lo scarso coinvolgimento dei docenti di classe! Non si può delegare tutto all'insegnante di sostegno; anche in famiglia il bambino non ha un solo riferimento affettivo ed educativo: c'è la mamma, il papà, i nonni...

Se fosse così, l'arrivo di un nuovo insegnante non sarebbe così drammatico: è bello conoscere persone nuove, nuovi amici! Mi piace questo seminario perchè nella brochure c'è scritto proprio questo: tutti devono essere coinvolti. Bisognerebbe passare dalle parole ai fatti...

Silvia

(inserito il 9/9/2010)




il sostegno
inserito da roberta
ruolo/professione: mamma impiegata
e-mail:

Si parla tanto di integrazione e poi i bambini, come mio figlio, vengono sottoposti al continuo stress dall'adattamento ad una nuova figura di riferimento.
Io ritengo che questa sia una ingiustizia da cancellare, sancendo una volta per tutte il diritto alla continuità del sostegno, per i bambini/ragazzi che ne hanno diritto ai sensi della legge 104.

(inserito il 3/9/2010)




inserito da cinciallegra
ruolo/professione: volontaria
e-mail:

Ciao ross hai ragione,ho sentito parlare di questo seminario che si terrà nella sala Estense a Ferrara,io sn una volontaria e andrò a sentire,perchè non vieni anche tu?
Ciao e a presto

(inserito il 31/8/2010)




dislessia
inserito da ross
ruolo/professione: impiegata
e-mail:

sono genitore di ragazzo (15 anni) dislessico. parlare di questa disabilità è molto difficile, da credere, da accettare e superare, soprattuto in età adolescenziale; ragazzi normali bravi nell'attività fisica, musicale e arti in genere, però mio figlio sbaglia ancora i giorni della settimana, l'orario ecc.. figuriamoci a scuola. professori non disponibili a spiegare in maniera 'diversa'.
mi piacerebbe si affrontasse questa problematica e per svilupparla ci sono tanti genitori e associazioni che si occupano di questo.
grazie

(inserito il 30/8/2010)




un FORUM per preparare i lavori del Seminario
inserito da Gruppo Tecnico Organizzativo
ruolo/professione: docenti ed educatori
e-mail:

Quest'anno vogliamo cominciare in modo diverso: vogliamo tornare a parlare di disabilità, non solo per denunciare carenze di risorse e difficoltà organizzative, ma anche per tornare a mettere all'ordine del giorno i valori della scuola in cui crediamo, per tornare a parlare di pedagogia, per riconciliarci con il nostro ruolo di docenti, per accettare le sfide pedagogiche della scuola di oggi e confrontarci con le giuste esigenze e i diritti dei nostri allievi e delle famiglie.

Ci sembra che ce ne sia bisogno: temiamo il disorientamento di questi anni difficili, vogliamo “ritrovare la bussola”, riportare l'attenzione sull'integrazione scolastica come opportunità di crescita professionale ed umana per tutti.
Per questo abbiamo chiesto aiuto a chi ne sa: di pedagogia, di normativa scolastica, di organizzazione della scuola.

Per questo chiediamo aiuto ai lettori/navigatori di questo sito: per aiutarci a trarre il massimo del profitto da questa occasione formativa suggerendoci domande e temi di discussione, segnalandoci difficoltà, esigenze, proposte.
Speriamo che ci arrivino molti stimoli: da docenti ed operatori scolastici, prima di tutto, ma anche e soprattutto da genitori, amministratori e...
Vi chiediamo di esprimervi in piena libertà: il FORUM è moderato e sarà pubblicato solo quanto espressamente consentito; cercheremo inoltre di far avere ai relatori eventuali domande precise, e di inviare risposte individuali dove necessario.

GRAZIE a tutti per l'attenzione, la collaborazione e la condivisione dei nostri intenti.

Gruppo Tecnico Organizzativo del Seminario

Pagina aggiornata il 29-07-2014